Ernesto

30 dicembre 2014

Umberto Saba compose Ernesto, unica sua opera in prosa di una certa rilevanza, nel 1953, mentre si trovava nella clinica romana Villa Electra. Per il grande poeta del Canzoniere fu come una liberazione: tramite questo lieve romanzo, lasciato incompiuto per ragioni biografiche e dubbi letterari, Saba rifletteva sulla propria omosessualità, incarnata dalla figura del giovane Ernesto. In cinque episodi (più un brevissimo capitoletto intitolato Quasi una conclusione) si delinea la maturazione del protagonista: una crescita che passa, in primo luogo, attraverso l’esperienza sessuale. Per questo la critica parla di “romanzo di formazione”: Ernesto, sessualmente confuso e intimorito dalle sue pulsioni, ha la sua prima esperienza sessuale con un operaio ventottenne, che lavora per il suo datore, il signor Wilder, burbero ebreo di simpatie tedesche. Infastidito dall’evidente amore provato dal suo compagno di letto, decide poi di recarsi dalla Tanda, una prostituta triestina, e mostrare a se stesso di essere un uomo come tutti gli altri. Siamo, infatti, nella Trieste del primo dopoguerra, in un’Italia in cui l’omosessualità era stigmatizzata e dove ogni cosa veniva fatta di nascosto: lo dimostrano le bellissime pagine in cui il sedicenne, dopo essersi fatto volontariamente licenziare con un pretesto (in realtà perché stanco di incontrare l’operaio), decide di confessare la sua relazione clandestina alla madre, donna di altri tempi e di antichi mores, che è sconvolta dalla notizia e difende il proprio figliolo, facendo ricadere tutte le colpe sul pervertito che ha violato il proprio ragazzo e, soprattutto, facendosi promettere che quelle “cose brutte, indecenti, indegne di un bel ragazzo” non avvengano mai più. Nell’omosessualità latente e nel rapporto con la madre, Ernesto si carica di un’altra importante valenza: quella di romanzo autobiografico. Il Saba “ufficiale”, il poeta insegnato nelle scuole, è l’uomo dalle due passioni: la sua città, Trieste, e sua moglie, Lina, al centro di molti noti componimenti (Ed amai nuovamente; A mia moglie, dove la donna, paragonata ad una serie di animali, erge a emblema della Natura), ma il vero Saba era un uomo dimidiato, che si confessò alla propria famiglia solo al termine della sua esistenza (basta leggere le numerose lettere inviate alla figlia, curatrice del romanzo, pubblicato nel 1975). Inoltre, a dimostrazione che Ernesto altri non è che l’alter ego del giovane Umberto Poli, basta esaminare anche la caratterizzazione della famiglia: entrambi abbandonati dal padre e con una madre piena di rancore per il compagno perduto. Le riflessioni della signora Celestina riecheggiano, di fatto, le parole della madre del poeta in Mio padre è stato per me l’assassino.

Ma riuscirà Ernesto, nel finale, a reprimere il suo desiderio nei confronti del bellissimo Ilio, sorta di Tadzio manniano, ragazzo di due anni più giovane e appassionato, come il protagonista, di violino? Il loro rapporto è dipinto con tinte soavi e delicatissime, lasciandoci presagire un’evoluzione in tal senso, o, almeno, diretta a un rapporto di profonda amicizia.

Saba, anche se angosciato dalla tematica e dalla scelta del triestino, aspetto insolito nella sua scrittura, sempre sottoposta a un rigido labor limae linguistico, ha regalato alla letteratura italiana alcune delle più sincere e piacevoli pagine sull’omosessualità mai scritte: la tenerezza con cui il bracciante e il protagonista sperimentano il sesso è pari alle immagini create nelle sue più celebri poesie ed è un vero peccato, perciò, che Ernesto rimanga sempre sottaciuto all’interno della sua produzione, sormontato dal colosso lirico del Canzoniere.

La riproduzione di questo testo è vietata senza la previa approvazione dell'autore.

Potrebbe interessarti anche…

autoretitologenereanno
Luca BaldoniParole tra gli uomini, Lepoesia2012
Giovanni ComissoVita nel tempoepistolario1989
Dominique FernandezSignor Giovannisaggio1986
Francesco GnerreEroe negato, L'saggio2000
LMPhotoproject, Manlio BrusatinColtello di Winckelmann, Il / Winckelmann's knifefotografia2008
Nico NaldiniTreno del buon appetito, Ilromanzo1995
Nico NaldiniVita di Giovanni Comissobiografia1985
Nico NaldiniVita di Giovanni Comisso (ed. accresciuta)biografia2002
Aldo Palazzeschi, Umberto Saba, Sandro Penna, Filippo Tibertelli de Pisis, Gian Piero Bona, Antonfrancesco Grazzini, Giovanbattista dell' OttonaioElogio olimpicopoesia1960
Umberto SabaErnestoromanzo1975
Tutti i risultati (11 libri) »

Le recensioni più lette di questi giorni

  1. 1

  2. 4

    Relax (videoclip , 1983)

    di

  3. 6

    Vogue (videoclip , 1990)

    di

  4. 10

    Boys Love (film , 2006)

    di