Dark Angel

27 agosto 2011

Produce James Cameron, e si vede: lo spettatore non può che aspettarsi fantascienza spicciola, botte da orbi, azione indefessa. Cioè una delle tante serie che negli ultimi anni hanno giocato con mutazioni genetiche, millenarismi più o meno sentiti, supereroi con superpoteri e supercorpi da esibire con patinata disinvoltura.

Dark Angel non è stata un grande successo, tanto da aver chiuso i battenti già alla seconda stagione, ma tutto sommato non era la più spregevole di queste serie che hanno sfruttato gli umori ecologico-apocalittici e bioetici che sono nell'aria da che la guerra fredda è stata pensionata. E, a proposito di sfruttamento degli umori nell'aria, in questo campionario di varia diversità non mancano i personaggi gay: la migliore amica della protagonista (nonché coinquilina) è una ragazza lesbica di colore, un po' dissociata (parla di se stessa in terza persona) ma molto in gamba (anche se, nella sedicesima puntata della prima stagione, perde la testa per una ragazza che non è proprio irreprensibile). Inoltre si lascia intendere che il datore di lavoro di entrambe (ovviamente, per la protagonista si tratta solo di un lavoro di copertura), cioè il proprietario di una piccola società di pony-express, sia gay. Dopo aver frequentato gli incontri di lotta in cui eccelle Alec, un prestante maschione transgenico fuggito come gli altri nel mondo "normale", non solo lo assume trattandolo con i guanti (lui che è famoso per essere sempre intrattabile), ma se lo sogna anche di notte. Alec, dal canto suo, non è cattivo, è solo un po' scapestrato: ma ha altre qualità con cui compensare, e le mostra con una certa generosità di puntata in puntata.

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