Buffy l'ammazza vampiri

31 ottobre 2006

Nel lontano 1992 il giovane produttore e sceneggiatore Joss Whedon, cresciuto a pane, comics e manga, riesce a far realizzare un film su sua sceneggiatura, Buffy the vampire slayer, interpretato da vecchie glorie del cinema come Rutger Hauer e Donald Sutherland e da idoli dei teen ager quali Luke Perry e Kristy Swanson. Purtroppo il film si rivela un flop, anche per una sceneggiatura zoppicante, ridicola e poco incisiva, anche se l'idea di fondo, quella di creare una sorta di eroina a metà strada tra le ragazze Marvel e le fanciulle combattenti degli anime, in lotta contro i vampiri, sarebbe buona.

Negli anni successivi Joss Whedon aggiunge al suo curriculum alcune collaborazioni con la Disney e nel 1997, in pieno boom del genere paranormale grazie al successo di X-Files propone alla Fox una serie ispirata a Buffy.

Stavolta Buffy si rivelerà un personaggio vincente: la serie, priva delle insicurezze e delle stupidaggini del film, resisterà per ben sette stagioni, confermandosi come uno dei cult televisivi di inizio millennio.

Tutto parte dalle disavventure di Buffy, un'adolescente californiana come tante secondo certi stereotipi, che scopre di essere la prescelta per combattere i mostri delle antiche tradizioni, primi fra tutti i vampiri. La serie tv inizia quando Buffy si trasferisce nella ridente (si fa per dire) cittadina californiana di Sunnydale, che ospita nelle sue viscere una delle tante porte dell'inferno. La vicenda parte nella prima stagione in maniera tutto sommato soft, per poi tingersi man mano di forti tinte, di riflessioni sull'esistenza che vanno oltre lo schema super eroe con super problemi caro ai comics Usa, di tanti elementi aggiunti che rendono Buffy un qualcosa di ben diverso dall'ennesima serie tv a stelle e strisce per un pubblico adolescenziale.


Senza voler raccontare tutta la vicenda di sette stagioni, tra drammi adolescenziali, amori infelici, passioni e mitologia fantastica, occorre portare lo sguardo su un paio di tematiche particolarmente ricche di interesse presenti in Buffy.

Il primo, la proposta di un'eroina al femminile, anzi femminista sotto certi aspetti, in una prospettiva tutta rosa di personaggi e situazioni. Negli ultimi decenni il genere fantastico e fantasy è stato reinventato dal femminismo, soprattutto nei Paesi anglosassoni, con la proposta di protagoniste via via più interessanti e coinvolgenti. Buffy è ispirata, su parziale ammissione del suo ideatore Joss Whedon, ad alcune protagoniste dei manga ed anime giapponesi, prima fra tutti Sailor Moon, eroina di una saga di guerriere al femminile contro vari spiriti del male appartenenti alla cultura nipponica. Senza dimenticare la fascinazione tipica degli anime della ragazza guerriera, che ha prodotto personaggi che si possono avvicinare a Buffy come Utena e la celeberrima Lady Oscar.

Buffy però è anche una ragazza in carne ed ossa e come tale viene rappresentata dagli sceneggiatori, Joss Whedon in testa e la sua collaboratrice Marti Noxton. Nel corso delle stagioni emergono le sue debolezze e fragilità, il suo desiderio di ribellione e anche le responsabilità che si deve assumere quando diventerà il capofamiglia di un nucleo tutto di donne.

Gli uomini in Buffy, pur affascinanti, non fanno in generale una gran figura. Non ci sono proclami di femminismo separatista, ma la protagonista è circondata da figure maschili che non convincono fino in fondo. Il padre è assente, il suo migliore amico, Xander, è per quasi tutte le stagioni il classico adolescente da liceo arrapato e poco propositivo, ha più spessore il suo Osservatore e bibliotecario Gilles, che però da un certo punto in poi tende a lasciarla sola. I suoi due amori, due vampiri, l'introverso Angel che non può amarla fino in fondo pena ridiventare un mostro senz'anima, e l'estroso Spike che la protagonista tratta quasi come un giocattolo sessuale, sono personaggi che colpiscono ma che alla fine non risolvono i problemi della protagonista. Chi si aspetta un finale tradizionale da e vissero tutti felici e contenti in Buffy rimane deluso. Nessun matrimonio, nessun legame fisso, come tante giovani donne di oggi Buffy sceglierà di affontare il suo futuro non più da Cacciatrice da sola.

Sono molto più interessanti le figure femminili di Buffy, soprattutto due di loro, che introducono l'altro grosso punto di interesse della saga, quello cioè di aver sdoganato nel genere fantastico all'apparenza per adolescenti una storia saffica. Personaggi come la reginetta di bellezza Cordelia, che diventerà più incisiva nello spin-off Angel, il demone intrappolato nel corpo di adolescente Anya o l'essenza benefica diventata l'irrequieta sorellina adolescente di Buffy Dawn sono senza dubbio intriganti. Ma mai come Willow e Tara, la coppia ufficiale di amiche lesbiche di Buffy.

Willow è presente fin dalla prima stagione del serial e viene introdotta come la classica geek, genietto a scuola e sul computer, ma decisamente imbranata nella vita sociale e nella moda. Nella seconda stagione vive una breve storia d'amore con un ragazzo lupo mannaro e viene via via attratta dalle arte magiche. Nella quarta stagione incontra Tara, giovane compagna di college interessata alla magia, della quale si innamora. Le due giovani si amano e vivono insieme apertamente, condividendo interessi magici, stile di vita e aiuto all'amica Buffy, creando l'unica coppia veramente normale della serie.

Alcuni hanno mostrato ostilità non tanto per la scelta omosessuale, quanto per la banalizzazione delle correnti religiose al femmile della Wicca, banalizzate e rese spettacolari. Del resto, un telefilm non è un saggio di Zsusanna Budapest, fondatrice della Wicca dianica seguita in particolare da donne lesbiche.

Il coraggio di Buffy è proprio quello di mostrarci, accanto a coppie etero impossibili, strazianti, male assortite o futili, una coppia omosessuale al femminile che affronta la vita di tutti i giorni e problemi mistici, in maniera normale secondo l'economia della vicenda. Purtroppo era troppo chiedere un lieto fine per le due ragazze, che vengono divise prima dalla propensione di Willow verso il lato oscuro della magia, grazie all'intervento di un'altra strega, Amy, che sembra creare un triangolo, e poi da un tragico destino che colpisce Tara. Nell'ultima stagione Willow, ritornata con i buoni, sembra ritrovare un amore in una delle ragazze potenziali Cacciatrici intervenute per lo scontro finale contro i demoni.


In Italia la serie Buffy, disponibile per fortuna in integrale in dvd, è stata vittima di una censura stupida e miope, dovuta innanzitutto alla scelta sbagliata di trasmetterla nella fascia tv per bambini al pomeriggio, che oltre a tagliare combattimenti, sangue, scontri e scene d'amore, si è accanita sulla storia tra Willow e Tara. Solo successive trasmissioni in seconda serata hanno ripristinato le scene scomparse e dato il giusto peso al grosso sconvolgimento che ha portato Buffy.


Molti appassionati hanno indicato da un certo punto in poi in Willow la vera protagonista ombra del serial, unico cattivo a non essere punito, omosessuale dichiarata e ben più serena di Buffy con i suoi amori impossibili per i vampiri che dovrebbe combattere, e ispiratrice di una scelta di vita fatta di tecnopaganesimo, abiti e oggetti etnici, libri, gatti e amore saffico che sembra alla lunga ben più condivisibile e possibile di quella della protagonista, personaggio accattivante ma in definitiva più convenzionale e monodimensionale nelle scelte e nella vita.


Era corsa anche la voce di uno spin-off (serie derivata) tutto dedicato a Willow, progetto tramontato per mancanza di interesse di produttore e reti tv (prima la Warner poi la Upn), ma ancora nel cuore dei fan. Una serie incentrata su una ragazza lesbica strega e amante dei computer e sui suoi oscillamenti fra bene e male sarebbe forse ancora troppo forte. Nell'attesa, conviene riguardarsi Buffy dal punto di vista di Willow e della rivoluzione che ha saputo portare.

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