L'omogenitorialità in Italia

27 dicembre 2006

Ampio testo che analizza le forme di famiglia omogenitoriale (madri sole e padri soli, ma anche famiglie allargate), che, in Italia, stanno assumendo, anno dopo anno, rilevanza statistca maggiore e pongono, società e politica di fronte a nuovi interrogativi.

Tra i saggi, spicca, per la novità del tema trattato e per l'approfondimento offerto il lavoro di Luca Trappolin, dottore di ricerca in Sociologia presso l'Università degli studi di Padova: Omogenitorialità, frontiere, regole e routine.

Trappolin analizza l'esperienza genitoriale di donne e uomini omosessuali nascoste ("gli spazi di discussione concessi dalla stampa sono molto esigui") dietro al paravento che l'esperienza genitoriale oggi in Italia "induce a dare per scontata l'identità eterosessuale dei genitori".

Nemmeno la sociologia, che negli ultimi anni sta vivendo un consolidamento dell'attenzione verso l'omosessualità, aiuta a gettar luce sull'esperienza dei genitori gay.

Il confronto con le ricerche americane, ampiamente citate, è sconfortante.

Le indagini italiane rilevano essenzialmente l'espressione del desiderio di diventare genitori degli omosessuali e le modalità attraverso le quali gli omosessuali diventano genitori.

L'interpretazione dei dati permette a Trappolin di ampliare il discorso e ipotizzare che in Italia "i nuclei omogenitoriali siano composti nella maggior parte dei casi da madri sole separate o divorziate".

A questi nuclei si affiancano "coppie omosessuali con figli" o "nuclei di genitori soli che convivono con una terza persona del loro stesso sesso (e del loro stesso orientamento sessuale) che, pur non avendo legami con la coppia, si assume responsabilità di cura di tipo genitoriale".

E' il caso, ad esempio, di coppie di omosessuali maschi che convivono con un amica che per diverse ragioni è "determinata dal desiderio di diventare mamma".

Questi tre nuclei omogenitoriali, poi, hanno diverse relazioni di scambio con la famiglia di origine che vanno dall'assenza totale di rapporti, con la conseguente impossibilità di accedere ai "meccanismi di solidarietà intergenerazionale" alla, più rara, vicinanza.

Trappolin, che offre anche un'analisi dello spazio offerto all'omogenotiralità dalla stampa italiana che incidentalmente sembrerebbe discutere solo di adozioni ai gay, si trova ad analizzare un fenomeno invisibile:

"l'invisibilità degli aggregati formati da partner omosessuali è un problema che l'Italia condivide con contesti nazionali in cui la rilevazione delle household considera soltanto le relazioni di coppia tra persone dello stesso sesso",

e a concludenre denunciando quanto

"la riflessione italiana sull'omogenitorialità sembra scegliere la strada della semplificazione piuttosto che gettare luce sulla complessità derivante dal processo di normalizzazione delle unioni omosessuali".

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