I Found My Love Under A Strobe Light

Disco Music e "Golden Age" Gay (1969-1979)

10 maggio 2010

Come già avevo accennato nel precedente articolo sulla disco music,la relazione tra la medesima e la realtà commerciale gay è subito ben chiara,soprattutto a New York, a partire dai primissimi anni 70, appena dopo la rivolta, avvenuta nel 1.969, al bar gay Stonewall, nel Greenwich Village.

Questa rivolta sarà il seme per la nascita di un vero e proprio movimento di liberazione gay negli stati uniti, grazie al quale, oltre che per una morale generalmente mutata dopo i movimenti studenteschi del '68, molte regole sociali e giuridiche in materia verranno superate, permettendo agli omosessuali statunitensi di vivere la propria condizione con maggiore libertà (ricordiamo però che è soprattutto in città come New York e San Francisco che questa libertà divenne realtà consolidata, in quanto nell'america rurale o del profondo sud rimarranno forti sacche di omofobia. In questo periodo quindi si assiste ad una vera e propria fuga di massa dei giovani omosessuali verso i grossi centri urbani. E' a questo punto che si vengono a creare veri e propri quartieri gay, come il Greenwich Village di New York, o Castro Street a San Francisco).

Questa, seppur parziale, acquisita libertà,porta come conseguenza l'apertura di bar e locali gay in numero sempre crescente, sebbene una nota di demerito è il fatto che pochissimi furono i locali per lesbiche e comunque le stesse non erano bene accette nei numerosi locali gay.

Sono comunque questi luoghi, saune, bar, discoteche, l'ambiente in cui si sviluppano e si affermano le sonorità che daranno poi vita alla disco music.

Possiamo infatti dire che la prima discoteca, intesa come luogo in cui un dj mixa senza pause tra loro dischi diversi, fu proprio un locale gay, aperto a New York nel '69 col nome di Sanctuary.


Questo locale si trovava all'interno di una chiesa sconsacrata, dove la pista da ballo era stata collocata nella navata centrale.

Tra le curiosità di questo locale senz'altro sono da ricordare l'organo originale lasciato intatto e un murales, volutamente blasfemo, fatto dipingere dal proprietario e rappresentante satana con ai lati due cherubini.

Ma quello che rese il Sanctuary la prima vera discoteca fu il DJ Francis Grasso.

Per la prima volta infatti un dj mixava senza sosta tra loro i dischi suonati durante la serata (che spaziavano dal soul al funky), portando il pubblico ad una vera e propria estasi collettiva, senz' altro aiutata anche da un massiccio e diffuso uso di droghe. E fu proprio l'uso e lo spaccio di droga all'interno del locale che portò alla sua chiusura definitiva nel 1.972.


Nel frattempo altri locali gay erano stati aperti a Manhattan, soprattutto nelle zone di Christopher street e Columbus avenue.

Tra di essi il piccadilly pub e i continental baths, diversi per tipologia (bar il primo, sauna il secondo), ma di medesima importanza per la nascita della futura musica da ballo.

Tra i due vorrei qui soffermarmi su i continental baths, aperti nel '69 da un imprenditore di nome Steve Ostrow, che trasformò un ormai vetusto complesso di bagni turchi e saune in una sorta di paradiso edonistico gay. Su più piani trovavano posto un ristorante, saune e bagni turchi, una pista da ballo e addirittura un piano bar dove negli anni si esibirono Bette Midler, Barry Manilow e addirittura la rinomata cantante lirica Eleanor Steber, che qui diede un concerto speciale nel '73, per il quale i baths crearono persino degli asciugamani neri, messi in vendita presso i grandi magazzini Bloomingdale's.


Senz'altro comunque lo scopo principale del locale non era la musica, ma l'approccio sessuale tra uomini. Ostrow però ebbe la lungimiranza di assumere come dj per la discoteca interna due dj che daranno notevole impulso alla nascita della disco music: Larry Levan e Frankie Knuckles.

La fine dei continental baths come locale gay coincise con la politica di Ostrow di ammettere nel locale anche uomini e donne eterosessuali. Nel '74 il locale chiuse e fu trasformato in locale, prevalentemente a clientela eterosessuale, per scambismo ed orge col nome di Plato's retreat.

Un altro luogo stava intanto diventando meta prediletta,soprattutto d'estate, per i bagordi della sempre più festaiola comunità gay newyorchese.

Infatti sull' isoletta di Fire Island, raggiungibile da Manhattan via traghetto in poche ore, alcuni imprenditori avevano trasformato alberghi e locali ormai decaduti in vere e proprie mecche del divertimento gay. Tra questi Ted Drach e Michael Fiesco, che insieme presero in affitto il Cherry Grove hotel, prospiciente le dune e la spiaggia omonime (appunto chiamate grove), e vi crearono all' interno una discoteca col nome di Ice Palace.

A fare concorrenza all'Ice Palace vi era un locale situato davanti alla spiaggia denominata Pines: un ex ristorante chiamato Sandpiper e trasformato da John Whyte in locale da ballo.

Nel corso degli anni '70 Fire Island divenne così simbolo di spensieratezza estiva e divertimenti notturni per i gay newyorchesi, che vi si affollavano in massa, affittando per il week-end vecchie case sul lungomare, riempiendo le piste dei suoi locali notturni e le dune delle sue spiagge alla ricerca di partner occasionali.


I locali di cui ho parlato finora possono essere considerati come epitome ed avanguardia sia del divertimento gay negli anni '70, sia della nascita della disco music.

Nel corso di pochi anni divennero infatti centinaia i locali gay aperti a New York, ma anche a San Francisco e Philadelphia ad esempio.

Il sesso divenne sempre più elemento centrale all'interno dei locali stessi, fino agli estremi rappresentati dall'Anvil e dal Mineshaft, a Manhattan, dove masse vestite di pelle sperimentavano ogni giorno pratiche sempre più estreme, e dove, come viene mostrato nel film Cruising (1980) con Al Pacino, non era inconsueto che nel bel mezzo della pista qualcuno si facesse praticare il fist fucking.


La nascita della disco music vede quindi questo miscuglio di edonismo ed eccessi come il suo ambiente naturale di sviluppo. Dopo anni di repressione, sociale e sessuale, si vuole provare tutto ciò che era stato prima negato, e anche più, e la musica deve rispecchiare questo desiderio di festa continua.


Dal '74 in poi si può chiaramente parlare di fusione tra musica soul e musica funky, e i primi brani di Barry White codificheranno questo nuovo stile come unione tra ritmo e sonorità lussureggianti.

Tornando a New York, tra il '75 e il '79 aprono le prime grandi discoteche, in termini di dimensioni ed allestimenti interni, e generalmente non si può più parlare di discoteca gay e non se, come è ben testimoniato, un locale non improntato ad una clientela prettamente gay come lo Studio54 era a tutti gli effetti luogo di divertimento ed anche approccio sessuale tra gli stessi.


Certamente locali più marcatamente gay vennero creati, tra cui il flamingo, aperto dallo stesso proprietario dell' ice palace di Fire Island, e il 12west, diversi per avere una clientela più cosmopolita e selezionata (è l'epoca delle prime, odiate, selezioni all'entrata dei locali) il primo e più popolare e variegata il secondo.

Inoltre è in questo periodo che si afferma un modello estetico della comunità gay caratteristico di tutta la fine degli anni '70, soprannominato ironicamente clone.


Per avere un'idea di cosa potesse essere un clone basti vedere l'abbigliamento e l'atteggiamento dei Village People, che proprio a questo modello estetico si ispirarono. Quindi baffi da macho, fisico palestrato, abbigliamento in pelle o da pseudo-manovale,il tutto improntato ad una sorta di ribellione per eccesso verso quella che era stata l' idea del gay fino ad allora,come molle,effeminato e volubile.

la disco,con i suoi gruppi come i Village People appunto o gli Skatt Bros ,porta alla luce del sole anche questo modello estetico,che,insieme al look alla John Travolta, viene adottato da molti ragazzini eterosessuali in vena di sentirsi à la page.

Gay è libertà, gay è moda, gay è novità musicale: questo sembra emergere dalla società americana di fine anni '70. Ma come una moda, basterà una malattia, seppur terribile come l'AIDS, per farla dimenticare e tornare ad una caccia alle streghe della società normale verso i gay. Ma di questo, e di altro, ne parlerò nel prossimo capitolo di questa rubrica.
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