Un cowgay a Venezia

18 ottobre 2005, "Pride", ottobre 2005

Una commovente storia d'amore tra due splendidi cowboy conquista la giuria del festival di Venezia. Per la prima volta, con il riconoscimento attribuito a Brokeback mountain di Ang Lee, il leone d'oro è diventato gay. Ma c'è chi rivuole indietro la purezza etero del selvaggio west.

Che una love story omosessuale vinca il massimo premio a Venezia, specialmente in questi tempi di lotta per il Pacs, è una grande notizia. Eppure i tg nazionali l'hanno snobbata, dedicandole solo pochi secondi.
Nell'edizione di prima serata seguita alla consegna dei premi, il Tg1 si è limitato addirittura a dare solo il titolo del film vincitore e il nome del regista, senza neppure un'immagine né tantomeno un accenno allo scabroso argomento. Tre secondi in tutto, a scanso di chiamate inviperite sulla hot line che collega la redazione ai palazzi vaticani.
Alla distanza sarà comunque dura far passare inosservato questo film, fatto apposta per parlare al pubblico in generale e dirgli con semplicità che anche l'amore gay è umano, proprio come quello etero.
"Una buona storia d'amore", ha dichiarato il regista Ang Lee a proposito di Brokeback mountain, "è universale, che sia etero o gay".
Che sia gay però, ha spiegato, può essere oggi più interessante perché "per creare grandi storie d'amore c'è bisogno di barriere".

Ang Lee, nato a Taiwan e maturato a Hollywood, è un regista specializzato in commedie e polpettoni di buona fattura e larga diffusione. I suoi film (come Ragione e sentimento, Il banchetto di nozze o La Tigre e il dragone) sono di quelli che si finisce per vedere e rivedere in Tv per anni. I due cowboy che si amano nel Wyoming di Brokeback mountain hanno perciò verosimilmente una strada ancora lunga da percorrere insieme a noi. E la prospettiva è invitante, visto lo charme di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, che interpretano il ruolo dei protagonisti.

La storia di Brokeback mountain è ispirata all'omonimo racconto di Annie Proulx, intitolato Gente del Wyoming nell'edizione italiana.
Comincia con l'incontro e il rude l'innamoramento durante un'estate trascorsa a pascolare le pecore poco dopo la metà del secolo scorso.
Tra i "bovari" dell'ovest americano di allora il profumo più diffuso non era quello della liberazione gay, e d'altra parte i due personaggi sono esteticamente concepiti come icone cowboy secondo gli schemi del genere western. Quindi Ennis e Jack non scappano insieme sulla costa occidentale per fondare un pionieristico gruppo di drag-queen, ma percorrono, almeno in superficie, la carriera eterosessuale che ci si aspetta da loro, mogli e figli inclusi.
Però ogni tanto si rincontrano di nascosto. Finché...

Senza rivelare altri dettagli diciamo che c'è l'amore, il sesso e ci sono pure le lacrime, oltre all'ambizione di scrivere un nuovo capitolo del genere western, considerato fino a ieri riserva esclusiva del machismo più impermeabile.
La "profanazione" di questo residuo fortino dell'identità maschile ha provocato peraltro qualche protesta di retroguardia. Ecco per esempio come si conclude un articolo pubblicato su "Toscana oggi", settimanale regionale di informazione cattolica, che se la prende con Ang Lee per la presunta demolizione della purezza eterosessuale del cliché del cowboy (secondo la stessa logica totalitaria per cui la chiesa ritiene che le unioni omosessuali siano un attentato alla famiglia fondata sul matrimonio): "E adesso? Adesso ci rimangono gli agenti segreti. Uno 007 che in Dalla Russia con amore finisce tra le braccia di un colonnello baffuto del Kgb sarebbe duro da digerire e - pure Ang Lee dovrà convenire - altrettanto duro da rappresentare con credibilità. Ma vedrete che succederà. E a quel punto la grande marmellata trionferà. Non saremo più eterosessuali, omosessuali, bisessuali. Non saremo più nessuno".
Ecco invece come si conclude una lettera di risposta collettiva del sito "Culturagay.it" all'articolo di "Toscana oggi", firmata anche da molti collaboratori di "Pride": "Vi rimangono gli agenti segreti? Parecchi di loro erano gay, nella realtà. E lo saranno anche nel cinema. E allora non saremo più eterosessuali, omosessuali, bisessuali. Saremo tutti persone libere, cittadini con pieni diritti. Paura?"
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Altre recensioni per Segreti di Brokeback Mountain, I

titoloautorevotodata
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24/09/2005
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18/01/2006

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