In Italia sono tutti maschi

5 gennaio 2014, Pride n. 112 - Ottobre 2008

“In Italia sono tutti maschi”: lo diceva Mussolini per giustificare la mancanza di una legge contro l’omosessualità nel codice Rocco, promulgato nel 1933. Secondo il Duce la “pederastia” era infatti un vizio tipicamente tedesco e inglese, dal quale la virile genìa del maschio italico era del tutto immune.

A differenza del nazismo, che trattò i gay come una specie di degenerazione evolutiva della stirpe ariana, il fascismo li considerò più che altro turbatori della morale comune, affidando la repressione a semplici sanzioni amministrative ma, soprattutto, al controllo silenzioso e discreto della chiesa cattolica. Solo a partire dal ’36, fino allo scoppio della guerra, per imitare la politica razzista dell’alleato Hitler, il regime inasprì le misure di polizia nei confronti degli omosessuali più visibili e scomodi, condannati senza processi regolari e spesso in base a semplici dicerie o delazioni.

Il bel romanzo a fumetti di Luca de Santis e Sara Colaone si aggiunge all’ancora scarna lista di libri, film e fumetti che affrontino il tema a lungo rimosso del confino degli omosessuali italiani durante il fascismo. L’approccio degli autori è storicamente scrupoloso eppure mai didascalico, nonostante l’uso della documentazione rinvenuta dagli storici gay a partire dagli anni Ottanta. Spesso ne riprendono fedelmente brani di lettere, verbali, interviste con i sopravvissuti, una delle quali, rilasciata allo storico Giovanni Dall’Orto, ha ispirato il protagonista del fumetto.

Rocco e Nico sono due studenti di cinema del 1987. Vanno a Salerno per intervistare l’anziano “femmenella” Antonio, detto Ninella. All’isola San Domino delle Tremiti, cinquant’anni prima, aveva vissuto la dolorosa esperienza del confino politico. Strappato alla sua famiglia e al suo lavoro di sarto dopo essere caduto in una trappola della polizia, a San Domino Ninella aveva fatto amicizia con altri sventurati come lui: gli sboccati cugini Paternò, l’irascibile prete don Nicola, il viscido commerciante Dante, il travestito Attilio detto Cincillà. Col tempo Ninella aveva ricevuto le attenzioni del brigadiere Dudiez, suo sorvegliante, e si era innamorato del giovane Mimì, conteso ad un rozzo petraiuolo.

Toccante ed intenso, In Italia sono tutti maschi è una lettura impegnativa, fatto com’è di sfumature e di rapidi passaggi temporali. Al testo avrebbe giovato forse un maggior distacco dalla documentazione storica, guadagnandone in originalità, ma si fa apprezzare per i disegni sintetici di Colaone , in puro stile Kappa (vedi l'intervista all'editore di Kappa Edizioni Massimiliano De Giovanni). La cornice d’epoca avrebbe richiesto maggior cura per sfondi e ambientazioni, per dare più forza ad un racconto comunque avvincente, retto soprattutto dalla magnifica recitazione dei personaggi, davvero memorabili.

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Altre recensioni per In Italia sono tutti maschi

titoloautorevotodata
In Italia sono tutti maschiFilippo Messina
21/11/2011

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