Addio a Berlino (1939). Un omosessuale nella Berlino di Weimar.

12 aprile 2006

(Nota: la presente recensione cita dall'edizione Garzanti, Milano 1966).

Splendido (e ormai celebre) romanzo autobiografico del 1935 (ma edito nel 1939) ambientato nella Berlino prebellica e prenazista del 1930-1933, quella della "Repubblica di Weimar" che precedette la cupa tragedia nazista.

Il rapporto fra il personaggio di Peter (alter ego di Isherwood) e l'adolescente Otto, che fra le righe si comprende essere qualcosa di più di una semplice "amicizia", adombra la relazione che Isherwood stesso ebbe con un ragazzo tedesco proletario.

Le pp. 114-144 sono una deliziosa cronaca della difficile convivenza amorosa fra un bellissimo ragazzotto marchettaro e un colto scrittore inglese un po' nevrotico (indovinate chi sarà mai?), e di tutte le piccole tirannie e ripicche di un rapporto così strano.
L'io narrante del romanzo, che si chiama, provate a immaginare... "Chris", arriverà addirittura ad abitare con Otto e la sua famiglia.

Alle pp. 273-274 compare anche un tour nei locali omosessuali della Berlino d'allora.

L'omosessualità non è il tema centrale di questo romanzo: il tema è il racconto della Berlino gioiosa e aperta d'idee che precedette di pochissimo la tragedia nazista (le "camicie brune" sono una presenza che si manifesta con soffocante insistenza, nella vicenda).

Ma non va dimenticato che nel 1939 era assolutamente eccezionale che uno scrittore parlasse di omosessualità con tale assoluto candore, senza sensi di colpa, come un fatto "normale". I lettori più giovani, ormai abituati a una trattazione del tema di questo tipo, non devono dimenticare che Isherwood fece parte di un gruppo di scrittori, capace di parlare di omosessualità in questo modo, il cui numero si contava sulle dita di due mani...

Al di là di questo dettaglio, la qualità del romanzo è elevata (molti lo giudicano - a mio parere a torto - il "capolavoro" di Isherwood), come testimonia il fatto che ne fu tratta un musical, Cabaret, che divenne poi anche un film dallo stesso titolo, con una strepitosa e indimenticabile Liza Minnelli.

Mi permetto di consigliare la lettura di questo libro, certo del fatto che, se pure non si tratta di un romanzo adatto a tutti i palati, è comunque un'opera talmente bella che è molto difficile essere completamente delusi.

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